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Durata prolungata del sonno come marker di neurodegenerazione precoce in grado di prevedere la demenza incidente


È stata valutata l'associazione tra durata del sonno e rischio di demenza incidente e invecchiamento cerebrale.

Le ore di sonno totali riportate sono state esaminate nel Framingham Heart Study ( n=2.457, età media 72 anni, 57% donne ) come variabili a tre livelli: meno di 6 ore ( breve ), 6-9 ore ( riferimento ), e più di 9 ore ( lungo ), e sono state correlate al rischio di demenza incidente nell'arco di 10 anni, e al volume cerebrale totale e alle prestazioni cognitive.

Sono stati osservati 234 casi di demenza per tutte le cause in 10 anni di follow-up.

Nelle analisi multivariate, la durata prolungata del sonno è risultata associata a un aumentato rischio di demenza incidente ( hazard ratio, HR=2.01 ).

Questi risultati erano da ascrivere in modo particolare a persone con insufficienza cognitiva lieve al basale ( HR=2.83 ) e a persone senza un diploma di scuola superiore ( HR=6.05 ).

Il passaggio a dormire più di 9 ore in un periodo medio di 13 anni prima del basale è stato associato a un aumentato rischio di demenza per tutte le cause ( HR=2.43 ) e di malattia clinica di Alzheimer ( HR=2.20 ).

Rispetto al sonno di 6-9 ore, una lunga durata del sonno è stata anche associata a un minore volume cerebrale totale ( beta, -1.08 unità medie di differenza ) e a più ridotte funzioni esecutive ( beta, -0.41 unità di differenza di punteggio al test TMT ( Trail Making Test ) parte B meno parte A.

In conclusione, la durata prolungata del sonno può essere un marcatore di neurodegenerazione precoce e quindi un utile strumento clinico per identificare i pazienti a più alto rischio di progressione verso la demenza clinica entro 10 anni. ( Xagena2017 )

Westwood AJ et al, Neurology 2017; 88: 1172-1179

Neuro2017



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